miércoles, 12 de agosto de 2020
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Sindone: aveva ragione Orazio Petrosillo

Roma (Lunedì, 29-07-2019, Gaudium Press) E’ stato pubblicato un articolo dall’istituto di Archeometria dell’Università di Oxford, secondo il quale, nel 1988 è stata eseguita la datazione con il C14 della Sindone collocando la sua origine in epoca medioevale e secondo uno studio i risultati erano errati.

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A realizzare quanto detto, sono stati un gruppo di ricercatori francesi e italiani che ha analizzato i dati utilizzati nello studio precedente.
Nel 1988 alcuni ricercatori hanno avuto accesso alla Sindone di Torino, tra i diversi candidati, solo tre sono stati ammessi: l’Istituto Federale Svizzera di Tecnologia, l’Università di Oxford e l’Università dell’Arizona.

Una volta completato il test, i ricercatori hanno annunciato che i tre gruppi di ricerca avevano datato i frammenti di tessuto tra il 1260 e il 1390 e tale prova attestò che la Sindone non era dei tempi di Gesù Cristo.

Quasi Vent’anni dopo il nuovo team di ricerca ha richiesto l’accesso ai dati presso l’Università di Oxford, ed ha avuto la possibilità di utilizzare la documentazione dello studio precedente.

I dati sono stati esaminati per ben due anni, e alla fine il nuovo gruppo di ricerca ha annunciato che lo studio effettuato nel 1988 era stato fallimentare perchè non aveva previsto lo studio dell’intero sudario, ma solo di alcuni frammenti dei bordi.

Nel medioevo i pezzi del bordo del sudario erano stati restaurati per riparare i danni di incendi e altri incidenti di percorso successi nel corso degli anni.

In una recente intervista con L “Homme Nouveau, Tristan Casabianca, un membro del nuovo team di studio, ha affermato che i dati risultati dallo studio del 1988 hanno dimostrato che i campioni erano eterogenei e quindi hanno invalidato i risultati.

I ricercatori affermano che dovrebbero essere condotti dei nuovi studi sulla Sindone per determinare una datazione effettiva ma ciò significherebbe avere nuovamente l’accesso alla Sindone con il permesso del Vaticano, cosa molto difficile.

Venti anni fa, il vaticanista Orazio Petrosillo aveva smascherato gli errori che accompagnarono la datazione radiometrica con la tecnica del Carbonio 14, eseguita nel 1988 dai laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo, che aveva dato come risultato l’intervallo di tempo compreso tra il 1295 e il 1360 per l’età della Sindone.

Petrosillo portò avanti anche altre argomentazioni che provavano l’inattendibilità dell’uso del metodo del radiocarbonio.

Ricordiamo che il 4 dicembre 1532 un incendio aveva bruciato il lenzuolo della Sindone in più punti, la Sindone era piegata in 48 strati. (Rita Sberna)

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