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Conclusa la causa di canonizzazione di Francesca Lancellotti

Redazione (Venerdì, 03-04-2020, Gaudium Press) Si è conclusa il 17 gennaio nel Palazzo Lateranense, la causa di canonizzazione di Francesca Lancellotti, il Cardinale Angelo De Donatis l’ha descritta «Una donna del popolo sempre immersa nella preghiera perché assetata di Dio. Una madre di famiglia che è stata testimone della carità». L’inchiesta diocesana sulla vita e le virtù eroiche di Francesca Lancellotti si erano aperte nell’aprile 2016, è morta a Roma il 4 settembre 2008. «La potenza trasformante della grazia ha trovato in lei una natura umana docile a essere plasmata dall’azione dello Spirito Santo», ha detto il cardinale De Donatis, che ha presieduto il rito al quale hanno partecipato anche il postulatore monsignor Paolo Rizzi, mosignor Giuseppe D’alonzo delegato episcopale, don Giorgio Ciucci promotore di giustizia, il notaio attuario Marcello Terramani e Giancarlo Bracchi notaio aggiunto.

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«L’eroismo delle sue virtù emerge in famiglia – ha spiegato il postulatore -. Prima adempiva ai suoi doveri di sposa e di madre e poi si apriva agli altri». E’ nata a Oppido Lucano (Potenza) il 7 luglio 1917, sin da piccola trascorreva molte ore in preghiera e percorreva quattro chilometri e mezzo per raggiungere il Santuario della Madonna di Belvedere. Si è sposata con Faustino Zotta, dal quale ha avuto due figli: Maria Luigia e Domenico.

«L’eroismo delle sue virtù emerge in famiglia – ha spiegato il postulatore -. Prima adempiva ai suoi doveri di sposa e di madre e poi si apriva agli altri».

Il Cardinale Angelo De Donatis si è soffermato su alcuni tratti della sua vita ed ha raccontato: A 43 anni si trasferisce con la famiglia a Roma per rispondere, «in spirito di obbedienza, alla speciale missione cui si sente chiamata da Dio: attrarre anime al Signore, aiutare quanti soffrono nel corpo e nello spirito mediante la preghiera e il sacrificio personale». Per oltre 40 anni nella sua abitazione, divenuta un punto di riferimento spirituale per Roma, ha accolto «con affetto materno» migliaia di persone bisognose di ascolto e di aiuto spirituale e materiale, specialmente malati e poveri. «Dalle 7.30 del mattino a tarda notte la casa era un via vai di gente e lei era conviviale con tutti», racconta invece il nipote Francesco Signorino, presidente dell’associazione Figli spirituali di Francesca Lancellotti, attore della causa di beatificazione.

Come racconta De Donatis, Francesca è stata molto brava ad istruire le anime nell’obbedienza.

La causa di beatificazione della Serva di Dio come tutte le cause, rappresenta per il cardinale «uno spunto di riflessione per l’intera comunità diocesana, chiamata a riconoscere nei tanti esempi di santità il volto più bello della Chiesa». (Rita Sberna)

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