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Ecco quello che Giovanni Paolo II diceva su San Michele e gli angeli

Redazione (Martedí, 31-03-2020, Gaudium Press) Papa Giovanni Paolo II si recò in visita per la prima volta nella grotta di San Michele Arcangelo, sul Gargano il 24 maggio 1978, quella visita ebbe l’obiettivo di omaggiare il Principe deli angeli, e rilanciare un culto angelico che la Chiesa purtroppo fa fatica a promuovere.

Don Marcello Stanzione (studioso di angiologia) nel suo libro “Sul sentiero degli angeli” edizioni L’Isola di Patmos, riporta il discorso storico che fece Wojtyla in quell’occasione: «all’ombra di questo Santuario di San Michele Arcangelo, che da 15 secoli è meta di pellegrinaggi e punto di riferimento per quanti cercano Dio e desiderano mettersi alla sequela di Cristo, per mezzo del quale “sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati, Potestà” (Col 1, 16)».

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In quel famoso discorso, il Pontefice disse chiaramente: «Sono venuto per venerare ed invocare l’Arcangelo Michele perché protegga e difenda la Santa Chiesa, in un momento in cui è difficile rendere un’autentica testimonianza cristiana senza compromessi e senza accomodamenti».

Prosegue nel discorso: “Fin da quando Papa Gelasio I concesse, nel 493, il suo assenso alla dedicazione della Grotta delle Apparizioni dell’Arcangelo San Michele, prosegue Wojtyla, una serie di Romani Pontefici si mise sulle sue orme per venerare questo luogo sacro. Tra essi si ricordano Agapito I, Leone IX, Urbano II, Innocenzo II, Celestino III, Urbano IV, Gregorio IX, San Pietro Celestino e Benedetto IX“.

Il Papa ricorda tutti i grandi santi che erano stati in visita alla grotta di San Michele ma quella più storica fu la visita di San Francesco d’Assisi: «Tra queste visite è rimasta giustamente celebre ed è tuttora viva quella compiuta da San Francesco d’Assisi, che venne qui in preparazione alla Quaresima del 1221. La tradizione dice che egli, ritenendosi indegno di entrare nella Grotta sacra, si sarebbe fermato all’ingresso, incidendo un segno di croce su una pietra».

Nella Bibbia, l’arcangelo San Michele viene presentato come il combattente, colui che lotta contro il dragone cioè il demonio. Proprio per tale motivo, la Chiesa sia in oriente che in occidente, attribuisce all’arcangelo un culto speciale.

Infatti in occidente il culto di San Michele, fin dal V secolo, si diffuse in città come Venezia, Genova, Milano, Roma e Piacenza.

Anni fa al termine della Santa Messa veniva sempre recitata questa preghiera che lo stesso Giovanni Paolo II ha ricordato in quell’occasione:

San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta;
sii nostro aiuto contro la cattiveria e le insidie del demonio.
Gli comandi Iddio,
supplichevoli ti preghiamo:
tu, che sei il Principe della milizia celeste,
con la forza divina rinchiudi nell’inferno Satana
e gli altri spiriti maligni
che girano il mondo
per portare le anime alla dannazione.
Amen. (Rita Sberna)

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